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Italia e Kyrgyzstan

I rapporti diplomatici tra Italia e Repubblica Kirghisa vennero formalizzati il 24 marzo 1992. Sono rapporti di amicizia anche se di limitata entità sotto il profilo economico e sociale. Il Paese rappresenta infatti un mercato limitato per l’export italiano, ma nell’ultimo biennio si è assistito ad un certo incremento specie per beni di consumo, macchinari e materiali da costruzioni anche nel contesto dei progetti co-finanziati dal Fondo di Sviluppo russo-kirghiso.

Dal 2013 l’Ambasciata ha promosso numerose iniziative di promozione culturale a Bishkek, di cui alla sezione “News”. In alcune Università kirghise si tengono corsi di italiano e da ultimo si è registrato un interesse ad intese per scambi di studenti e docenti da parte di Università italiane quali Trento e Bologna.

Dopo un’interruzione di 3 anni, nell’a.a. 2017/18 il Ministero degli Esteri italiano è tornato ad includere il Kyrgyzstan tra i Paesi beneficiari di borse di studio, assegnando 18 mensilità in favore di studenti kirghisi.

Kyrgyzstan

Indipendente dal 1991, il Kyrgyzstan ha una superficie di quasi 200 mila kmq e una popolazione di circa 5,7 milioni di abitanti, in maggioranza di etnia kirghisa e con forti minoranze uzbeka (14%) e russa (9%).
Paese in larga parte montagnoso e privo di consistenti riserve di idrocarburi, il Kyrgyzstan ha un’attività economica piuttosto ridotta, la principale risorsa essendo i giacimenti di metalli preziosi (a partire dall’oro). Il PIL è di poco superiore ai 7 miliardi di dollari e quello individuale (1263 dollari) è tra i più bassi a livello mondiale.
Repubblica parlamentare dal 2010, il Paese ha conosciuto negli anni dall’indipendenza ripetute tensioni politiche, inter-etniche e sociali. Si sono peraltro svolte il 15 ottobre 2017 in un clima di tranquillità le elezioni per eleggere il successore del Presidente Almazbek Atambayev, in carica dal 30 ottobre 2011. Con il 54% dei voti ha vinto il candidato del partito di maggioranza (socialdemocratico), Sooronbai Jeenbekov.
Atambayev aveva promosso l’ingresso del Paese nell’Unione Economica Euro-asiatica con Federazione Russa, Bielorussia e Kazakhstan, il Trattato di adesione è stato sottoscritto nel dicembre 2014 ed è entrato in vigore ad agosto 2015.
I rapporti con la Russia sono di prioritario rilievo per il Paese che pure ha spesso affermato l’adesione al principio della “multivettorialità” in politica estera. In secondo luogo la Cina, dei cui prodotti il Paese è stato a lungo il principale canale di transito e distribuzione in Asia Centrale. All’Unione Europea viene chiesto sostegno per l’attuazione di politiche di sviluppo economico e sono rilevanti i fondi di assistenza assegnati da Bruxelles anche per il sostegno macroeconomico. A fine 2017 Bruxelles ha accolto la richiesta kirghisa di avviare i negoziati per un più avanzato Accordo di Partenariato.
Fino al 2016 vi erano state forti tensioni con l’Uzbekistan legate sia all’utilizzo delle acque transfrontaliere che alla delimitazione dei confini . La situazione è nettamente migliorata con l’arrivo al potere in Uzbekistan a fine 2016 del Presidente Mirziyoyev che ha promosso una politica di buon vicinato, culminata con uno scambio di visite a livello presidenziale e la firma di un Accordo sulla delimitazione dei confini.
Il Kyrgyzstan è stata la prima tra le ex-Repubbliche sovietiche ad accedere all’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1998 anche se la sua economia rimane fragile e soggetta a shock esterni. Il Kyrgyzstan dipende in misura rilevante dall’esportazione delle poche materie prime di cui è provvisto, in particolare oro, carbone, uranio e antimonio. Per l’approvvigionamento di petrolio e di gas dipende quasi interamente dai Paesi vicini.
Secondo dati EIU del 2013, i principali importatori dal Kyrgyzstan sono Svizzera, Russia, Uzbekistan e Kazakhstan mentre i principali esportatori sono Russia, Cina, Kazakhstan e Uzbekistan. Un importante ruolo nella politica economica internazionale del Kyrgyzstan è anche svolto dalle relazioni con le Istituzioni Finanziarie Internazionali, da cui il Governo di Bishkek dipende per fare fronte alle proprie necessità di spesa e onorare le scadenze del debito pubblico.
Le rimesse degli emigrati rappresentano una parte essenziale dell’economia del Paese (stimate in quasi il 30% del PIL), considerando che, solo in Russia, vivono circa un milione di lavoratori kirghisi. L’Indice di Sviluppo Umano del Kyrgyzstan calcolato dall’UNDP per il 2015 è 0,664, e colloca il Paese al 120° posto, precedendo in Asia Centrale il Tagikistan, ma dopo l’Uzbekistan.