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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

Nel 2017 le esportazioni italiane hanno registrato una consistente flessione, pari al 24,7%, scendendo a 632 milioni da 839. Il 2016 aveva invece registrato una crescita dell’8%, a conferma di un trend positivo di ripresa iniziato nel 2014 che posizionava l’Italia al quinto posto come fornitore di beni per il Kazakhstan.

Le importazioni presentano un trend negativo dal 2012, con una variazione percentuale negativa nel 2017 pari all’8,2% e del 37% nel 2016, in valore si e’ passati da 2325 a 1343 milioni. L’Italia rimane tuttavia un cliente di rilievo strategico per il Kazakhstan, confermandosi al primo posto come mercato per le esportazioni kazake, con una quota pari al 22,4%. Secondo i dati di fonte kazaka l’interscambio nel 2017 avrebbe superato gli 8 miliardi di dollari.

Il saldo commerciale dell'Italia rimane in passivo, per un ammontare nel 2016 di 624 milioni e di 711 milioni nel 2017 (peraltro nel 2015 era di 1.546 millioni).

Le voci principali dell’export italiano verso il Kazakhstan per il 2017 sono state rappresentate da machine di impiego generale (17,9%), tubi, condoitti, profilati cavi e relative accessory in acciaio (10,2%), motori e trasformatori elettrici (9,2%), articoli di abbigliamento. Per quanto riguarda le importazioni tre sono le principlai voci: petrolio greggio (74%), metallic di base preziosi e non ferrosi, combustibili nucleari (9,8%), prodotto della siderurgia (4%).

L’Italia risulta tra i principali investitori in Kazakhstan (9° Paese per capitale investito in termini assoluti nel decennio 2005-15, oltre 6 miliardi), benche’ secondo i dati della Banca Nazionale kazaka nel 2015 vi siano stati investimenti solo per 35 milioni USD (470 nel 2014). Nel complesso, gli investimenti continuano ad essere molto significativi nel settore petrolifero e in quello delle costruzioni.

Sin dall’indipendenza del Paese ENI ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo del settore energetico. Oggi detiene il 29,25% del mega-giacimento di Karachaganak (Nord-Ovest) e il 16,81 di quello off-shore di Kashagan (Caspio), uno dei piu’ importanti al mondo, la cui rimessa in produzione - dopo le difficolta’ tecniche emerse nel 2013 - e' avvenuta lo scorso novembre. Nel 2017 sono state inoltre finalizzate le intese tra ENI, KMG e Ministero dell’Energia kazako per l’esplorazione e sfruttamento del giacimento offshore di Isatay.

Rilevante anche l’attivita’ svolta dal Gruppo Todini, presente in Kazakhstan sin dal 2000, i cui assets nel Paese sono stati acquisiti nel 2016 da una Societa’ kazaka e oggi impegnato nella realizzazione di vari tratti del corridoio stradale Europa - Cina.

Si segnalano inoltre importanti investimenti di societa’ dell’indotto petrolifero (Saipem, Rosetti Marino, Tenaris, Bonatti, Sicim), ma anche nelle infrastrutture e servizi (Renco), nel trasporto-logistica (Caspian Ocean di Trieste, Tuvia), nel catering industriale (Ligabue, Multicatering). Nel 2014 IVECO/CNH si e’ stabilita nel Paese con unita’ produttive (linee di assemblaggio veicoli commerciali e mietitrebbia).

Secondo i dati kazaki le joint-ventures registrate sono 389, di cui 250 operative.

Sotto il profilo istituzionale lo sviluppo della collaborazione economica fra Italia e Kazakhstan è promosso in primis dal Gruppo di Lavoro intergovernativo per la cooperazione economica e industriale, la cui ottava sessione si e’ tenuta a Roma il 15 febbraio 2018, sotto la co-Presidenza della Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Paola De Micheli, e del Vice-Ministro dell’Economia della Repubblica del Kazakhstan, Aibatyr Zhumagulov.

La riunione, cui hanno preso parte I rappresentanti di numerosi Ministeri ed enti pubblici delle due parti e che nel pomeriggio e’ stata aperta alla partecipazione di circa 70 imprese italiane, ha consentito un’ampia ed articolata discussione sui vari settori della collaborazione economica bilaterale, con una particolare attenzione ai progetti di sviluppo in Kazakhstan nei quali il sistema imprenditoriale italiano puo’ offrire un importante apporto in termini di esperienza e tecnologie, dall’agricoltura all’allevamento, dalle infrastrutture alla digitalizzazione, dalle energie rinnovabili al comparto sanitario fino al turismo. E’ stata inoltre concordata l’istituzione di un Business Council bilaterale quale piattaforma di dialogo tra le imprese dei due Paesi.

La promozione commerciale e’ affidata alla Sezione Commerciale dell’Ambasciata e all’Ufficio dell’Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese italiane (ex-ICE) che ha sede ad Almaty e che nel 2015 ha aperto un proprio desk nell’Ambasciata ad Astana.

Per maggiori informazioni si segnala il seguente sito realizzato dal Ministero degli Esteri, in collaborazione con le Ambasciate italiane all’estero:

http://www.infomercatiesteri.it/paese.php?id_paesi=130


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